Al via i controlli sull'uso dei beni societariCome previsto dalla cosiddetta “manovra di Ferragosto”, partiranno a breve nuovi controlli sui beni societari: immobili, auto, barche ed aerei. Le società dovranno comunicare se i beni sono in uso ai soci o meno.

Mentre prepara il provvedimento previsto dalla manovra per la comunicazione dell’uso da parte dei soci di beni aziendali, l’Agenzia delle Entrate sta già pensando ai controlli sui soggetti obbligati alla comunicazione. Una comunicazione ad hoc, quindi, senza rinvii a Unico che le società dovranno spedire all’Agenzia, pena le sanzioni previste dalla manovra.

L’articolo 2, comma 36-sexiesdecies, del Dl 138/2011 prevede infatti che per l’omissione della comunicazione, o per la sua trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è dovuta, in solido, una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza tra valore di mercato e somma pagata dai soci.

Se l’Agenzia dispone già delle informazioni sui proprietari di beni immobili e mobili registrati, non è ancora in grado di identificare il beneficiario di questi beni: è per questo motivo che la manovra ha imposto l’obbligo di comunicazione. Con la conseguenza che per soci e familiari diventa tassabile la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo versato per il godimento da parte loro di beni di impresa. Per le società, invece, diventano indeducibili i costi di questi beni.

Le società intestatarie saranno oggetto di verifiche sistematiche da parte dell’amministrazione finanziaria. E quindi sotto osservazione saranno prioritariamente quelle intestatarie di beni mobili e immobili registrati, per verificare l’effettivo utilizzo di questi beni.

La comunicazione, infine, va messa in relazione ai controlli volti ad identificare le società di comodo, nonché ai fini del redditometro.